99 – Interstellar

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Se ne sono dette di cotte e di crude ancora prima che uscisse, tra chi gridava al capolavoro e chi scuoteva la testa rumorosamente.

Oggi vestirò gli odiosi panni di chi si siede nel mezzo, quei panni insipidi che non piacciono a nessuno, ma che in questo caso sono doverosi.

Interstellar non è un capolavoro, ma è un film molto ben fatto e molto bello, con tempi perfetti, effetti (in)credibili, una colonna sonora maestosa e una quantità di elementi tali da dover necessariamente cercare un corrispondente numero di compromessi.

Tutto il discorso sul giudizio credo sia l’accettazione o meno di questi compromessi, e per quanto mi riguarda si risolve in maniera positiva.

So che molti lo hanno criticato per i lunghi spiegoni e per le troppe risposte che Nolan prova a dare riguardo l’ignoto, e tutto questo è più che comprensibile, ma – come dicevo prima – tutto sta nel modo in cui ti relazioni con i compromessi, e in qualche modo quei compromessi io sono riuscito ad accettarli.

Una piccola menzione va al finale e per chi lo ha giudicato troppo buonista: ho tremato per tutto il tempo perché di possibili finali osceni ne esistevano tantissimi, e bisogna ammettere che quello vero non è uno di questi… se tra qualche anno, in un giorno di pioggia, dovesse capitarmi questo film tra le mani, sinceramente me lo riguarderò con molto piacere.

Cine-tatuaggio: una sfera nera dietro la mascella, sulla destra

P.S. vi consiglio la recensione di Andrea Evangelisti. Non condivido il voto che ha dato al film, ma credo abbia fatto un’analisi più che valida.


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