
Per quanto riguarda Un viaggio inaspettato devo ammettere che l’ho preferito di gran lunga al secondo capitolo.
Credo che l’equilibrio tra licenze cinematografiche e rispetto per Tolkien restituisca un risultato appena giusto, un risultato che volendo considerare le difficoltà iniziali del film, prima fra tutti la questione dei diritti e la regia che doveva essere di Del Toro, riesce ad essere decisamente migliorato.
Insomma, quando finalmente fu disponibile, non ero più nella pelle e vidi il film al cinema due volte e me ne re-innamorai con l’edizione estesa.
A mio parere ricreava in pieno una Terra di Mezzo non ancora in decadenza e le atmosfere fanciullesche del romanzo inoltre proponeva numerosi (e piacevoli) occhiolini che rimandavano alla Trilogia.
Le due grandi pecche sono sicuramente l’abuso di CGI e la scelta del cast.
Premettendo che Kili l’ho odiato subito, ben prima dell’orrore creato ne La desolazione di Smaug (ovviamente non parlo di Aidan Turner che mi sta molto simpatico), devo riconoscere che una trovata molto più economica poteva essere quella di scegliere un cast di nani reali! (Ian McKellen è scoppiato in lacrime durante le sue prime riprese perché recitava da solo in una stanza completamente verde).
Immaginate un Richard Armitage al posto di Peter Dinklage in Game of Thrones e ditemi se non ho ragione!
