Lavoro incredibile introdotto da un piano-sequenza che sembra ripercorrere Profondo Rosso di Dario Argento.
La trama è semplice, ma il modo in cui è sfruttata per alzare la tensione è vincente; la colonna sonora dello stesso Carpenter è perfetta, e per certi versi mi ha ricordato il lavoro di John Williams ne Lo squalo per l’alternanza di due note che suggeriscono il battito del cuore del predatore.
In ultimo i rimandi a Shining: la donna inseguita da un pazzo armato, una malattia mentale che sembra sfociare nell’occulto.
Un incubo che non vuole chiudersi, un citazionismo attento, un film low-budget che fa scuola.
Cine-tatuaggio: una zucca di halloween rossa sul naso.
