Come in uno specchio
Ingmar Bergman
1961

Come in uno specchio

Ancora una volta rimango avvolto dal silenzio che manifesta la consapevolezza di aver assaggiato un altro frammento di bellezza: la cristallizzazione in pellicola delle profonde riflessioni di un uomo che stimo ogni volta di più poiché mi trasporta nella dimensione puramente umana attraverso il mezzo cinematografico.

La ricerca di Dio è il risultato immediato della pressione della morte inesorabile, essa si manifesta con violenza improvvisa come un inciso che interrompe la quotidianità ricercata dai personaggi in questo spazio di serenità che vivono come parentesi tra momenti difficili in ospedale.

Il messaggio che propone il regista  ha il peso di un macigno, ma giunge filtrato da silenzi e forse da simboli, come uno specchio si propone come una bellissima poesia che nasconde in sè più di quanto riesce a comunicare davvero, e chi la ascolta non può che ammirarla da lontano tentando con tutte le proprie energie di aggrapparsi con quanta più forza è capace, ad ogni elemento per spingersi un po’ più in là.

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Cine-tatuaggio: Una piccola barca sul tallone destro.


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