Con un meraviglioso tocco calviniano, La rosa purpurea del Cairo avvolge in quelle che sono le atmosfere del cinema classico attraverso un meta-cinema interno al film.
Le scene che si svolgono all’interno del cinematografo sono geniali, quasi mi aspettavo che a loro volta i personaggi nel “mondo reale” si girassero verso di me e uscissero dallo schermo.
Mi è piaciuto davvero tanto, eppure non riesco ad associarlo mentalmente a Woody Allen (soprattutto perché è il primo suo film che vedo in cui non compare come attore).

Cine-tatuaggio: una rosa sul braccio sinistro per metà bidimensionale in bianco e nero e che per metà sembra venir fuori, è a colori.

