Un quadro interessantissimo circa la politica italiana dei primi anni novanta focalizzata sulla figura di Giulio Andreotti interpretato da un Toni Servillo irriconoscibile.
Arte e critica strisciano aggrovigliate lungo lo schermo, le caratteristiche carrellate di Sorrentino accarezzano l’imperturbabilità talvolta snervante del protagonista.
La presentazione dei personaggi mi è piaciuta tantissimo.
Giudizio finale: mi tatuo un’aspirina sulla fronte.
