Un film pregno di bellezza in ogni sua caratteristica, armonico e piacevole.
Se Il mio vicino Totoro percorreva sentieri fanciulleschi godibili anche da adulti ma con il naturale distacco, ne La città incantata l’animazione diventa solo un pretesto per raccontare una storia di crescita che affronta anche tematiche sociali (su questo aspetto mi ha ricordato più Il castello errante di Howl).
Ciò che ho gradito di più è stata la caratterizzazione dei personaggi.
Trai tre film dello studio Ghibli che ho visto finora è il mio preferito, dopotutto come non poteva esserlo dati i suoi parallelismi con Alice nel paese delle meraviglie.
Giudizio finale: mi tatuo un susuwatari sotto la pianta del piede destro
p.s. A proposito di Alice vi rimando ad un elenco sui classici Disney che pubblicai qualche tempo fa sul vecchio blog
p.p.s. Vi propongo anche a questa recensione molto più dettagliata (anche perché è una recensione e non un cine-tatuaggio!)
