Una storia inusuale che si impersonìfica nella vecchia Rockstar Cheyenne ancora nascosta dietro la sua maschera.
Gli incontri e le tematiche rendono la pellicola un qualcosa di simile a una raccolta di poesie, similitudine supportata per buona percentuale dalla maestria di Sorrentino dietro la macchina da presa.
Molto interessante la figura del protagonista, quasi iconica, ancora più interessante il suo percorso.
Giudizio finale: mi tatuo il mio numero di telefono sull’avambraccio destro.
