Intrigante e spaventoso, una finzione troppo evidente per crederci ma somministrata in dosi equlibrate, in cui ogni elemento è calibrato al millimetro per scatenare la paura.
La colonna sonora fa da padrona, ma – come spesso accade in questi casi – porta con sé una lunga serie di lati positivi.
Il colore rosso domina, la trama intriga, le soggettive inquietano, soprattutto quando non si capisce se lo sono o no, e se quindi l’assassino è presente.
Giudizio finale: mi tatuo una lama infilzata nella schiena.
