Ciò che mi ha affascinato fin da subito è l’atmosfera offerta dalla fotografia capace di somministrare una gamma di colori (assolutamente coerenti con quelli proposti nella locandina) che suggeriscono una psichedelia non tradizionale, come d’altronde non tradizionale è l’intera narrazione che cerca disperatamente di accostare un’indagine ad un personaggio totalmente fuori luogo (interpretato da un quanto mai immenso Joaquin Phoenix).
Il film si fa strada con lentezza e nonchalance, e chi entra nel suo meccanismo si diverte non poco a lasciarlo fare, per vedere dove vuole andare.
Per citare qualcuno: “Vizio di forma è Il grande Lebowski che si incula Paura e delirio a Las Vegas“; forse un po’ esplicito, ma assolutamente vero!

Cine-tatuaggio:un volante sul collo, a destra.

