Avvincente, tenero, adrenalinico, delicato: un opera dal duplice aspetto come duplice è il ruolo di protagonista affidato ad un sicario apparentemente nichilista e una giovane ragazzina privata di ogni possibilità di innocenza.
Luc Besson tira ottimamente i fili del ritmo e dirige con minuziosa attenzione ogni particolare senza lasciarsi sfuggire l’occasione di mostrare l’inquadratura più particolare, offrendo allo spettatore un piatto squisito per gli occhi.
La storia è avvincente di suo, ma in fatto di bellezza l’epilogo è un discorso a parte.

Cine-tatuaggio: La sicura di una granata nel palmo destro

